28 Febbraio, 2008

È il libro più stampato negli ultimi cento anni dopo la Bibbia. “Pinocchio” di Carlo Collodi sarà al centro della XIX Mostra del Libro Antico, a Milano. Appuntamento dal 14 al 16 marzo al Palazzo della Permanente, in via Turati. Dai fumetti, ai manifesti, ai giocattoli, diventati oggetti di culto per i collezionisti, fino alle edizioni a stampa italiane e straniere dal 1881 ai giorni nostri. Al burattino di legno Mauro Nasti, uno dei massimi esperti al mondo della storia del libro illustrato, ha dedicato una pubblicazione, che sarà presentata nell’ambito della mostra.
Luogo Palazzo della Permanente, via Turati, 34 – Milano
Inaugurazione giovedì 13 marzo - ore 18
Durata 14 - 16 marzo 2008
Orari venerdì e sabato dalle 11 alle 19 domenica dalle 11 alle 18
Ingresso €5 € 2 ridotto Catalogo € 10
Patrocini Regione Lombardia Comune di Milano – Settore Musei & Mostre
Segreteria organizzativa Fondazione Biblioteca di Via Senato
Tel 0039 02 21023079 Fax 0039 02 21022546
E-mail mostra.libroantico@publitalia.it
Sito www.mostradellibroantico.it
24 Febbraio, 2008
Interessante l’inchiesta che “L’espresso” di questa settimana dedica alle donne. Uno sguardo sulla nostra condizione in Italia. Fanalino di coda nell’occupazione. E non solo. Io ne pubblico una parte qui sul blog. Vi consiglio di leggerla, merita…
Tutti le vogliono. Dalla politica ai media. Ma nella realtà quotidiana vengono discriminate e umiliate. Costrette di nuovo in piazza a difesa della 194. Fotografia di un paese immobile. Dove l’emancipazione femminile è ancora prigioniera della famiglia. E di tanti pregiudizi.

Lavorano. Sì, ma smettono al primo figlio. Guadagnano. Ma meno degli uomini. Fanno carriera. Ma non fino al top, nei posti chiave. Scelgono liberamente se essere madri, se fare famiglia, con chi vivere. Beh, non proprio.
No, l’identikit delle donne italiane che emerge dai dati che presentiamo in queste pagine non è la cavalcata edificante tra successi e realizzazioni celebrata dalla retorica modernista, che comunque è realtà in altri paesi europei . Le italiane non assomigliano certo alle scandinave, ma nemmeno alle francesi o alle irlandesi. Faticano come matte, tanto da laurearsi prima e meglio dei maschi, entrano massicciamente nel mercato del lavoro a tutti i livelli, ma poi rimangono impantanati nel vortice della vita privata, della famiglia, dei figli, dell’amore cercato e poi, spesso, subito. Oppure della solitudine, prezzo della carriera e di un buono stipendio. Sono vulcani fino ai trent’anni, brillanti e impegnate. E poi? In gabbia. Di fatto soggetti sbiaditi, protagoniste di una rivoluzione non compiuta, “crisalidi da cui non è ancora uscita l’angelica farfalla”, come le ha definite la filosofa Roberta de Monticelli.
Che, fuor di metafora, vuol dire: soggetti ancora troppo deboli. Che non hanno mai portato fino in fondo la cosiddetta rivoluzione femminista. E sulle quali è piovuta, come un fulmine, la grottesca crociata antiabortista di Giuliano Ferrara, sospinta da un perdurante umore misogino dispiegato a gonfie vele dal magistero di Benedetto XVI. Fino all’orrendo episodio della polizia che sequestra al policlinico di Napoli un feto abortito, corpo del reato o, come ha intitolato “Il Manifesto”: “Corpo elettorale”.
Affari di famiglia
Così, all’improvviso, come in un déjà-vu, ecco le donne in piazza. Eccole a promuovere appelli come quello che apre il numero speciale di “Micromega” in edicola il 29 febbraio e si può firmare sul sito http://www.firmiamo.com/liberadonna. Ma cosa è mai potuto accadere? Forse nulla. Perché, come afferma la sociologa della famiglia Chiara Saraceno, «nella nostra cultura i conflitti sui valori si addensano sul corpo delle donne. Perché il controllo su quello che loro fanno, in particolare sulla sfera sessuale, fa parte del controllo della collettività a garanzia della propria riproduzione e quindi della conservazione della propria identità».
Semplicemente, allora, l’esplosione misogina di questi giorni rivela un dato di fatto forse taciuto fino a oggi per pudore o conformismo politically correct: le italiane sono incaricate di fare famiglia, di curare gli anziani, di coprire il vuoto del welfare. E, insieme, di amministrare il quotidiano di aziende, università e centri di ricerca, senza mai sfondare ai vertici. Sono ingabbiate nel privato, a parlare d’amore e a occuparsi del nonno con l’Alzheimer. Sono chine sulle scrivanie, a ingrossare le fila del middle management, come mostrano le indagini di Federmanager-Fondirigenti, della ricerca scientifica, della sanità, dell’insegnamento di tutti i gradi. È quella che i sociologi chiamano “femminilizzazione del mondo del lavoro”. Sempre fuori dalle stanze dei bottoni, di qualunque tipo.
E l’attacco anti-abortista, nel portare le lancette indietro di 30 anni, altro non fa che sancire, con toni crudeli, una realtà che è nei numeri: il potere delle donne nel nostro Paese è cambiato poco o nulla. Perché il dovere di fare figli non si è trasformato, come altrove, in un diritto. È rimasto dovere, compimento ineluttabile di un destino biologico, ingabbiato dai diritti di ogni possibile incontro di cellule concepito, come vorrebbero i nuovi devoti. Ma non solo: l’incapacità di governare col welfare l’invecchiamento della popolazione ha gettato il peso degli anziani sulle spalle e sul destino di chi da sempre si occupa della famiglia. Sotto lo sguardo minaccioso della Chiesa cattolica, vestale di questo ordinamento. Fino a quella che Roberta de Monticelli interpreta come una «recrudescenza di temi ridicolmente regressivi nella sua politica sessuale.
(Daniela Minerva)
21 Febbraio, 2008

Niente è come appare, soprattutto per l’uomo che già di per sé è apparenza.
18 Febbraio, 2008
SCARPETTE ROSSE “TORNOACASA”:
Sbattendo tre volte i tacchi delle scarpette rosse di vernice si vola via dagli ambienti ostili e dalle situazioni di disagio, per ritrovarsi in-men-che-non-si-dica in un luogo rassicurante e familiare.
SPECCHIO MOTIVANTE:
Ogni mattina loda l’aspetto di chi ci si specchia, incitandolo ad essere un vincente.
MACCHINA PER LA SPARIZIONE IMMEDIATA:
Spedisce all’istante in una dimensione spazio-temporale sicura, dove attendere che lo scocciatore di turno si allontani.
ANELLO “RICHELIEU”:
Capace di infondere a chi lo indossa uno straordinario talento diplomatico e una sofisticata levigatezza espressiva. Nella pietra di ametista incastonata sono racchiusi tutti i poteri necessari per padroneggiare con impeccabile savoir faire le situazioni più intricate. Si racconta che sia stato congegnato dal cardinale in persona per cercare di conservare e trasmettere il suo DNA.
SOLVENTE CELEBRALE:
Scioglie in un batter d’occhio la matassa di pensieri e preoccupazioni che avvolge, stringe e logora il cervello. Fondamentale per ricominciare a pensare serenamente.
SET DI FACCE DI CIRCOSTANZA:
Disponibili in lattice in versione invernale (palliducce) o estiva (abbronzate). Permette di calzare l’espressione più adatta senza contrarre neppure un muscolo del distretto facciale. La “sicuro di sé” è indicata prima di trattare un contratto di lavoro, la “più duro del marmo”, consigliata per attraversare il Bronx a notte inoltrata, l’”amoremioperdonami”, indispensabile per recuperare distrastri sentimentali di ogni ordine e genere.
SALA DI PURIFICAZIONE DELLA VISTA:
Quando è necessario purificarsi dalle cose brutte o dolorose rimaste impresse negli occhi.
INVERSIONE A “U” PER LA VITA:
È un cartello stradale esistenziale, disseminato in modo casuale per le strade d’Italia. Spinge il guidatore distratto a fare un bilancio della propria esistenza, prescrive di rievocare le azioni passate, induce a tornare al punto di partenza e intanto rifarsi il percorso anche dall’altro punto di vista.
LEGGE DI RIEQUILIBRIO DELL’IDENTITA’ SOCIALE:
Grazie alla quale ogni essere umano (povero) avrà diritto di sceglierne un altro (ricco), a cui sostituirsi per un mese all’anno. La materia sarà regolata dal ministero dell’Economia per mezzo di speciali tabelle.
FILTRO UMORALE DI SMS:
Intercetta gli sms ad alto contenuto di ansia e paranoia, li rapporta allo stato d’animo di chi li riceve e li distribuisce a debita distanza uno dall’altro. L’opzione, disponibile dal menù “Impostazioni” di ogni modello di telefonino, prevede anche la possibilità della damnatio eterna, ovvero della soppressione di messaggio, numero di chi invia dalla rubrica e, perfino, della sua persona fisica dall’universo mondo.
TELENONVISORE:
L’apparecchio elimina completamente i fastidi legati alla riproduzione di immagini in movimento teletrasmesse, sostituendole con un rilassante schermo nero.
GIARDINO del re:
Dove cresce l’erba voglio.
(Agenda minima delle supercose)
18 Febbraio, 2008
Ecco spuntare da un mondo lontano l’ultimo mostro peloso e gigante
L’unico esempio rimasto di mostro a sei zampe
Quanto mi piace vederlo passare, cosa farei per poterlo toccare
Io cosa farei…
Dicono che sia capace di uccidere un uomo
Non per difendersi, solo perché non è buono
Dicono loro che sono scienziati affermati,
Classe di uomini scelti e di gente sicura
Ma l’unica cosa evidente è che il mostro ha paura…
È alla ricerca di un posto lontano dal male
Certo una grotta in un bosco sarebbe ideale
Ma l’unico posto tranquillo è quel vecchio cortile
L’unico spazio che c’è per un grande animale
Dicono “Siamo in diretta… Lo scoop è servito
…Questa è la tana del mostro, l’abbiamo seguito”
Dicono loro che sono cronisti d’assalto
Classe di uomini scelti di gente sicura
Ma l’unica cosa evidente è che il mostro ha paura
Il mostro ha paura…
Basta passare la voce che il mostro è cattivo
Poi aspettare un minuto e un esercito arriva
Bombe e fucili ci siamo, l’attacco è totale
Gruppi speciali circondano il vecchio cortile
Dicono che sono pronti a sparare sul mostro
“Lo prenderemo sia vivo che morto sul posto!”
Dicono loro che sono soldati d’azione
Classe di uomini scelti e di gente sicura
Ma l’unica cosa evidente è che il mostro ha paura…
Vorrebbe farsi un letargo e prova a chiudere gli occhi
Ma lui sa che il letargo viene solo d’inverno
Riapre gli occhi sul mondo, questo mondo di mostri
Che hanno solo due zampe ma sono molto più mostri
Gli resta solo una cosa
Chiamare il suo mondo lontano
Lo fa con tutto il suo fiato, ma sempre più piano…
Vorrei poterlo salvare, portarlo via con un treno
Lasciarlo dopo la pioggia, là sotto l’arcobaleno…
(Samuele Bersani)
16 Febbraio, 2008
Credo negli uomini che non sanno vestirsi
Credo nei compact disc
Credo nel futuro
Credo nelle carte di credito
Credo nel linguaggio del mio computer
Credo nel mare e nei poteri del sole
Credo negli amori estemporanei
Credo nelle menzogne di Gabriel Garcìa Marquez
Credo nell’imprescindibile complicità dei morti
Credo nell’acqua
Credo nell’odore delle cartolerie
Credo nel dover piangere quando è necessario
Credo nelle persone che sanno stare tranquille
Credo che la lampada di Aladino sia esistita e che i Re Magi a volte arrivino in giugno
Credo nella prepotente audacia dei giovani
Credo in tutto ciò che ricordano i vecchi
Credo nei pianoforti
Credo che in effetti un diamante sia per sempre
Credo che non ci sia nessuno per cui votare
Credo in quelli che votano, febbrili e speranzosi
Credo negli amuleti che ci inventiamo
Credo che la fame e l’ignoranza degli altri mi riguardino
Credo di non agire di conseguenza
Credo che non otterrei granché agendo di conseguenza
Credo nei ricordi come luci di bengala
Credo nella credibilità delle mie amiche che non sono famose
Credo negli aerei, nelle navi, nei velieri, nelle canoe
e in tutto ciò che porta altrove
Credo in ciò che si muove e in ciò che non sa parlare
Credo nel destino
Credo in colui che sa sconvolgere il proprio destino.
(Angeles Mastretta - Puerto Libre)